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Lussazione anteriore della spalla PDF Imprimer Envoyer
Écrit par Garotta Lorenzo   
Lussazione anteriore della spalla
L'articolazione della spalla è la più mobile dell'organismo: questa mobilità è legata all'anatomia dell'articolazione poco vincolata, che, di conseguenza, la rende particolarmente vulnerabile. La lussazione anteriore della spalla è un incidente generalmente sportivo (rugby, sci, pallamano, basket, judo, surf, hockey, motocross ...). In generale, la spalla si lussa "in avanti": è la lussazione anteriore della spalla. La riduzione della lussazione viene eseguita in urgenza e può recidivare (lussazione recidivante della spalla), in particolare nei giovani sportivi. In questi casi il trattamento può essere chirurgico (artroscopico o per intervento classico " a cielo aperto").

Le cause della lussazione
Il fattore che determina la prima lussazione è spesso un trauma sportivo causato da una caduta: questo è particolarmente vero per gli sportivi. Uno studio svedese ha dimostrato che il rischio di recidiva della lussazione è più elevato nel giovane. In occasione delle recidive, i traumi sono sempre più deboli (lussazione della spalla notturna in occasione del sonno ...). Una certa lassità dei legamenti (iperlassità legamentosa) è un fattore che favorisce l'instabilità della spalla.

Sintomi, complicazioni e riduzione in urgenza
La lussazione è molto dolorosa: può associarsi a frattura della glena (nei pazienti più giovani) o dell'omero ( nei pazienti più anziani) e/o a una paralisi (nervo circonflesso, lesione del plesso brachiale con deficit nervo radiale ...). Occorre sapere anche che una lussazione della spalla verificata dopo l'età di 40 anni può complicarsi di una lesione della cuffia dei rotatori. La riduzione può essere effettuata secondo la tecnica di Milch o Berrehail: circa nel 90% dei casi, la riduzione è così ottenuta senza dolore e senza anestesia generale.

Diagnosi e radiografie
Alla fase cronica, la diagnosi d'instabilità anteriore di spalla è semplice, poiché il paziente descrive sempre molto bene la sua lussazione. I segni radiologici sono spesso visibili alla radiografia standard. L'esame clinico e lo studio radiografico sono più importanti in occasione delle sublussazioni o spalle dolorose instabili, dove il paziente descrive sensazioni brevi d'instabilità dolorosa, senza mai avere vissuto un vera lussazione (bibliografia) . È anche molto importante per il medico sapere riconoscere le forme volontarie e le instabilità multidirezionali, poiché il trattamento è diverso.

Trattamento Chirurgico
Il trattamento chirurgico dell'instabilità della spalla bene è oggi ben codificato. La reinserzione capsulo-legamentosa può essererealizzata in artroscopia (senza incidere la spalla) o con un intervento classico (Latarjet o Bankart " a cielo aperto").Ogni metodo ha i suoi vantaggi ed i suoi inconvenienti. In generale il rischio di recidiva è leggermente più importante se si opera in artroscopia: tuttavia il chirurgo abituato alla chirurgia artroscopica della spalla ottiene risultati comparabili a quelli della chirurgia a cielo aperto, in particolare in occasione delle instabilità minori o moderate. La chirurgia classica " a cielo aperto" , invece, è consigliata in occasione delle instabilità croniche evolute, in presenza di lesioni ossee.

Riabilitazione della spalla

La riabilitazione è essenziale per il conseguimento di un buon risultato. Gli obiettivi della riabilitazione della spalla dopo un intervento chirurgico sono attualmente ben stabiliti. Occorre recuperare soprattutto la mobilità completa passiva della spalla, prima di forzare e lavorare in attivo (questo è tanto più importante in occasione della chirurgia della cuffia dei rotatori). La riabilitazione può cominciare il giorno dopo l'intervento nel caso della chirurgia "a cielo aperto". Sarà lievemente ritardata in seguito ad una artroscopia chirurgica, per permettere la buona cicatrizzazione del cercine glenoideo.

(Nel sito potete trovare indicazioni di ordine generale: è in ogni caso necessario seguire " alla lettera" le indicazioni del vostro chirurgo  e del vostro fisioterapista.)

 

Domande frequenti

  • Bisogna operare la spalla dopo la prima lussazione ?

Numerosi studi hanno mostrato che il risultato di un intervento su una spalla instabile è meno buono ( sul piano del rischio della recidiva ed artrosi a lungo termine) se la spalla presenta, il giorno dell'intervento, già delle lesioni anatomiche importanti. Ogni lussazione produce dei danni a livello delle strutture capsulo-ligamentose ed ossee. Una spalla operata dopo 15 lussazioni avrà un peggior risultato (dolori residui, rischio di recidiva, artrosi a lungo termine ...), che una spalla operata dopo il primo episodio. È il motivo per cui alcuni chirurghi propongono una artroscopia ai giovani sportivi che si lussano per la prima volta. In generale è bene programmare l'intervento dopo il secondo o terzo episodio.

 

  • Quanto tempo occorre prevedere prima di riprendere lo sport dopo un intervento di stabilizzazione ?

In generale la ripresa dello sport è realizzata 3 mesi dopo l'intervento (stessi tempi per la chirurgia convenzionale o artroscopica)

 

  • Quanti giorni di ricovero bisogna prevedere?

Il ricovero è più breve se l'intervento è realizzato in artroscopia (2-3 giorni, o anche in day-surgery in alcuni centri). 3-5 giorni invece sono consigliati per un intervento " a cielo aperto".

 

  • Non avro'  più male e più lussazioni dopo l'intervento ...?

Lo scopo dell'intervento è quello di stabilizzare la spalla che si lussa: di norma, i risultati sulla stabilità sono migliori per l'intervento "a cielo aperto" : secondo diversi studi vi è soltanto l' 1 -6 % di recidiva negli interventi " a cielo aperto", contro il 7 -15% di recidiva negli interventi realizzati in artroscopia. Tuttavia occorre sottolineare come ci sono instabilità minori dove la artroscopia dà risultati eccellenti, con un intervento " a minima".

 

  • Posso fare una doccia dopo l'intervento?

L'igiene personale è fondamentale, prima e dopo l'interevento, per ridurre al minimo le infezioni: tuttavia è necessario proteggere le cicatrice per 15-20 giorni con un cerotto impermeabile, prima di bagnarsi. E' sconsigliato andare in piscina o fare il bagno.

 

  • Dopo quanto tempo si tolgono i punti di sutura?

In generale i punti di sutura sono rimossi 12-14 giorni dopo l'intervento.

 

  • L'intervento è doloroso?

No: negli ultimi anni sono stati fatti passi da gigante nella terapia del dolore. L'anestesista può proporre diverse soluzioni antalgiche, che controllano il dolore anche nei soggetti più sensibili.



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Mise à jour le Mardi, 12 Octobre 2010 17:20